sabato 25 novembre 2017
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La mia vita a San Nicolao - di Costanzo Matteucci
 
Mi chiamo Costanzo Matteucci e sono nato a Puntaccolle cioè proprio nel cuore della contrada di san Nicolao, la mia casa paterna era proprio passato il ponte di Puntaccolle e lì ho vissuto la mia infanzia con i miei genitori, lì ho abitato quando mi sono sposato e li sono nati i due miei figli.
Con gli occhi di un bimbo, e poi da adulto voglio raccontarvi e descrivere la mia vita in questa contrada.
Fin da piccolo, insieme al mio babbo, dopo la Messa detta dei” cavallai” che si svolgeva alle sei del mattino, si andava a mangiare la trippa insieme a tanti cavallai , dalla Ines, una donna che gestiva un bar alimentari proprio davanti a casa mia.
Qui tra un piatto di trippa e un gotto di buon vino, nascevano le prime scommesse i primi confronti sui cavalli.
Più di una volta ho assistito alle dispute di forza o velocità che si svolgevano tra cavalli; una volta mio padre mi portò a” Vagliaio” dove due barrocciai misurarono la forza dei loro cavalli bloccando le ruote dei barrocci con un albero infilato nei raggi; poi ci salirono tante persone sopra. Vinceva la gara il cavallo che trascinava più persone il più lontano possibile.
C’erano anche , come ho già detto gare che mettevano alla prova il cavallo misurando la velocità: i cavallai portavano i propri cavalli su per il “Leccio” e lì, tra una scommessa e l’altra lanciavano i cavalli a folle velocità. Vinceva chi per primo arrivava al ponte dell’ospedale
Nei sogni di noi ragazzetti, la nostra contrada era inespugnabile, qualunque “ nemico” di altra contrada era poca cosa in confronto a noi.
Solo un nemico era temibile: San Rocco che dall’alto del suo castello ci sovrastava.
Era temibile, ma non certo vincitore perché noi come contrada avevamo tutto quello che poteva servire per vincere le sfide: avevamo il Sindaco Baroni Lelio che era imbattibile per organizzare, il forno di Gino della “Cirimbrentola” per il pane, il molino di Uliano, Il frantoio di Domenico del Toti, il maniscalco e fabbro Aldo di Coccheo, Rasmo il muratore, Mignolino e Richino che facevano i corbelli, Tito maestro d’ascia che faceva le botti, la stalla di Armandino con cavallo e barroccio e in ultimo il prete Don Patrizio Doveri che radunava e benediva cavalli, barrocciai e tutta la contrada e poi c’erano anche tante altre attività che facevano della contrada di san Nicolao una contrada organizzata e felice    già mi dimenticavo.., per essere corretti avevamo anche Giulino che faceva le casse da morto.
Da adulto invece, ho rivestito la carica di capo contrada dal 1983 al 1994 senza riuscire, con rammarico, a vincere un palio: conservo ancora i vari contratti stipulati con i proprietari dei cavalli: Scuderia Otto, il Pes di Siena, Ruelli che con la cavalla “ Madonna” mi portò in finale ma non riuscì a vincere.
Solo nel 1991 ho avuto la soddisfazione di vincere il calcetto delle contrade che si svolgeva e ancora si svolge tutti gli anni nel mese di Luglio.
Quanti ricordi mi affiorano alla mente, come quello di inventare , nel lontano 1984 un sistema per incrementare le casse della contrada.
Con l’aiuto di tutti i contradaioli abbiamo inventato e organizzato “La sagra del Frate” che si svolgeva e si svolge ancora oggi la prima domenica di Settembre con un afflusso e una partecipazione di pubblico sempre maggiore.
Durante questa festa non poteva mancare un’ attrazione particolare che caratterizza la nostra contrada” Il lancio della Colombina” inventato da un nostro contradaiolo Rolando negli anni subito dopo guerra, quanti ricordi e apprensioni perché tutto durante la sagra funzionasse bene e quante speranze che la colombina partisse, arrivasse a destinazione e ritornasse indietro!!!! Infatti la colombina era l’ auspicio favorevole per la vittoria del palio.Questo tradizionale lancio della colombina è ancora fondamentale per la nostra contrada perché ci sprona ancora oggi a lavorare con entusiasmo nella preparazione e nell’ organizzazione del palio.
Ora ,alle soglie dei miei settanta anni ,sono ancora più attaccato a questa contrada che ha mi ha fatto e sentire e vivere intense emozioni conquistando nelle edizioni degli ultimi anni splendide e meritate vittorie.
                                                                                                                                                                 Costanzo Matteucci
 
 
 
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