giovedì 30 ottobre 2014
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Memorie di Palio

Piccola prefazione:

Alessandro Lari detto il "Gamba" è un arzillo vecchietto di 90 anni suonati (è nato nel 1918), al quale la memoria non fa ancora difetto. Mi sono voluto far raccontare qualche aneddoto, antecedente alla nascita delle contrade, in maniera semiseria, visto che è mio nonno. La memoria e la tradizione hanno fatto grande questa manifestazione, i ricordi dei nostri vecchi è giusto che non vadano dispersi ma che siano per chi legge e leggerà, il giusto motore per andare avanti.
Gordon

"Tanti anni fa la festa di Sant'Antonio non era come ora, la messa c'era la mattina presto, verso le sei poi la gente andava all'osteria a mangiare la trippa e dopo aver mangiato, allora la gente montava a cavallo. Le carrierate su per il leccio erano fatte solo dai butesi per divertimento con i cavalli da tiro, quasi sempre chi correva era ubriaco e spesso cascavano anche da cavallo, tipo Zazzerina e Baccalaro che andavano sempre in terra. Un anno anche Bruno il babbo di Ivanne addirizzò la curva e andò in terra. La benedizione c'era la mattina, solo un anno intorno alla fine degli anni '50 fu fatta di sera, dopocena, intorno alla chiesa, ma è stata l'unica volta, anche perchè i cavalli tra il buio e la banda che suonava erano troppo agitati; non era come ora che c'erano le transenne, lì erano nel mezzo alla gente, che quella volta lì impaurita dall'agitazione dei cavalli, si rifugiò anche in chiesa. Le corse come si vedono adesso anche quelle venivano fatte di mattina, abbastanza presto, di solito c'era una brinata e un freddo sul percorso...la gente stava tutta nel mezzo alla via, io di solito invece andavo sul muretto; lì dove ora c'è il ristorante (L'Alloro) e per ripararmi dal freddo mi portavo una coperta. mi pare che in quegli anni il premio per il primo fosse 300 Lire, 200 per il secondo e 100 per il terzo. Le corse le hanno fatte sempre dove le fanno ora, solo un anno le fecero partire dalla Croce, lì dove c'è ora Ghelle, ma è successo una volta sola, sennò son sempre partite dal camposanto. Mi ricordo di un anno dove Marino del Gobbo, che di palii n'ha vinti due, alla curva dei macelli andò a diritto e cascò, o di un anno dove venne un forestiero, era di capannori, era un omino vecchio che si segnava sempre ma lo faceva per prendere in giro quell'altri...poi però quando andarono a correre vinse perchè aveva una cavalla più forte di tutti quell'altri. Un altr'anno andarono a prendere i cavalli a Pisa, e presero i cavalli delle onoranze funebri, quelli che usavano per tirare il carro funebre e portare via i morti. Ci montarono Nerbo e Nea, ma quando arrivarono alla curva del peso, questi cavalli si fermarono e non ne vollero più sapere di correre."

Alessandro Lari detto "il Gamba"

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